"Dallo spazio quasi rappreso degli interni con figure (giocatori, uomini al bar, suonatori) protagonisti dei primi quadri dell'artista con accenti più marcatamente espressionistici e toni scuri ...il colore dei nuovi lavori sembra liberarsi, aprendosi con pennellate larghe e ariose ad illimitate possibilità espressive. I paesaggi aperti, le marine, la campagna lungo il fiume, ma anche gli scorci urbani - armoniche fusioni di frammenti di città viste, pensate o anche solo sognate - consentono la libera espansione del colore, favoriscono una dimensione emotiva ed individuale. Per Paolini dipingere è prima di tutto un fatto istintivo, immediato, collegato alla sfera emozionale, ma anche alla prassi del fare artistico. La pittura è per lui "fare", combinare insieme colori che si espandono liberamente sulla tela, inseguendo frammenti di immagini mentali, sensazioni che affiorano dalla memoria. Dagli accordi cromatici, dalle diverse possibilità di rapporti tonali dipendono il succedersi e il dissolversi delle immagini e viceversa, in un fluire continuo che determina l’esito finale del lavoro."
(Nicoletta Cardano)
 




"Brescia" 1987