E’ evidente come la necessità di elaborare il paesaggio cittadino venga in lui da lontano, da urgenze e fili interiori che comunque precedono di gran lunga l’impatto emotivo ed intellettuale con Praga. E’ proprio questa la ragione della profondità del rapporto tra il pittore e la città: non è questa che vive e costringe quello, è invece l’artista che sa interrogarla, che sa grattar via la superficie convenzionale e in qualche modo scoprirla. La capacità di indagare produce capacità di capire, di vedere la complessità e la multiformità degli strati che compongono la città; di vedere per esempio quella periferia che tanta parte ha avuto nella pittura e nella letteratura ceca del Novecento, di vedere comunque una Praga in cui si vive sì un sogno dell’intelletto, ma un sogno che più spesso assume il carattere della bella quotidianità, della vita che si dipana anche tra le pieghe dei fatti di ogni giorno.”

(Giancarlo Fazzi)