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"C’era una volta un bosco fatato. In magiche notti del plenilunio di primavera tornavano a ballare in esso alcuni dei etruschi, ebbri di ricordi e di piacere. La danza compatta e invisibile coinvolgeva allora alberi, arbusti e animali dell’oscurità. Il giorno dopo, spossato, sfibrato, il bosco si offriva ancora più cupo e dolente per l’inverno che lo lasciava al carezzevole parlare del vento. Seguendo quei sussurri il pittore arrivò a lui.

(Alessandro Amendola)